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OBIETTIVO 
LIBERO ALTOMARE 
ROMANTICO 
L’ Autunno gioviale e brizzolato se ne andò filosoficamente, claudicando senza fretta verso altre tappe, osten 
tando, quasi, la sicurezza matematica del ritorno. Il suo sorriso bonario, sul volto ancor fresco come un ritratto di 
Rubens, ebbe la dolcezza aromatica del mosto. 
Ci lasciò, per confortevole ricordo, 1’ essenza solare condensata nel bacchico liquore caro agli amanti e ai 
poeti, una gerla di frutti maturi come i cuori dei Saggi ed alcuni innocui pensieri di morte. 
Soltanto, a intorbidare la serenità apollinea del firmamento, qualche raffica intempestiva e il turbinare dante 
sco delle foglie dei platani, ridda vorticosa e floscia di mani mozzate accennanti disperatamente un vano addio... 
FILOSOFICO 
Oh! la terribile sfrontatezza dell’ innocenza, l’esasperante ferocia della bontà! 
La Natura, in apparenza paradossale ma in realtà di una logica crudele si compiace d’infondere in uno stesso 
essere le qualità più dissimili. E infatti i così detti vizi non sono altro che le proiezioni delle così dette virtù come 
l’abisso è la proiezione della vetta, 1’ ombra della luce, la morte della vita. 
IRONICO 
L’inchiostro tipografico, etere dei grafomani, è la più pericolosa droga inventata, senza dubbio, dal genio 
diabolico di un alchimista: avvelena 1’ anima più che il corpo. È il paradiso artificiale preferito dai mangiacarte ce 
rebrali, il succo del,., frutto proibito verso il quale si protendono anelanti ed arse le ambizioni di tutti i novelli 
autori... inediti ! 
E quante vittime ! l’oppio, l’haschih, la morfina, l’etere, l’abshinte e tutte le altre ebbrezze sottili e 
perverse escogitate dalla tragica fantasia umana in odio al dolore, non possono vantarne altrettante : intelligenze allu 
cinate da incubi di gloriole folleggiaci, energie paralizzate da facliiresche contemplazioni; fecondità meravigliose, 
qualora espresse su terreno adatto, isterilite nella masturbazione letteraria... 
È Vopinione pubblica avvelenata, complici necessari i giornalisti, è la intera vita contemporanea inquinata 
dal vizio che si propaga in modo allarmante. 
In questo dopoguerra burrascoso che ci sia in vista una nuova epidemia, 1’ epidemia grafomane? non auguria 
mocelo. Per il nostro bel paese, ricco di poeti e di analfabeti il male sarebbe, forse, senza rimedio. 
BANALE?... 
primavera
	        
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