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STUDIO 
EMILIO NOTTE 
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CONVEGNO 
ARMANDO MAZZA 
L’esasperante getto d’acqua sullo scudo di porcellana della vasca, sonorizzando, accendeva un 
brividìo di lucciole e me le spruzzava sul viso corroso dalla passione, nell’attesa anelante di te, tortora 
e pantera, che mi avevi aculeato con un solo sguardo. 
11 cielo d’aprile era tutto a festoni violacei di sole e a drappeggiamenti d’ombre di nuvole. 
Tu apparisti in fondo al viale, flessile, i fianchi ansati, ghirlandata da un grande cappello fioreo, 
il volto rigato di mistero. Perchè non stellato di gioia ? Perchè non insoavito d’amore ? 
Mi trepidò il cuore. 
Ma ecco che mi fosti vicina e in un sorriso ti aulì la bocca come un fiore. 
Eri tutta un’aiuola di profumi che vorticavano ; eri una solarità cerula ove balenavano le lamine 
di fosforo dei tuoi sguardi. 
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Auroreggiò ancora in quell’ attimo la mia vita. 
Ma da allora io non ti ho vista più.
	        

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