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nel Paolo e Francesca, scatenò una tempesta quando fu 
esposta alla Mostra di Milano nel 1894. 
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Quale era il motivo di tanta indignazione che da molti 
fece dichiarare pazzo il pittore; pazzo come Sar Peladan 
che accolse il quadro con viva ammirazione nella Sala della 
Rose-Croix, pazzo come Vittore Grubicy che sulla Cronaca 
d'Arte col suo impeto battagliero ne aveva preso le difese? 
Il contrasto non poteva nascere dalla composizione, di una 
semplicità da prinfitivo: una madre che cela in grembo il 
suo bambino mentre una schiera d’angeli, ai due lati, si 
piegano genuflessi. L’opposizione, dunque, era provocata 
dalla singolarità della tecnica. In quella scena collocata 
nella libera atmosfera, penetrata dal pulviscolo solare, 
immersa nella vibrazione luminosa che si effondeva in tenui 
gradazioni di verde, di rosa e d’oro, non si riusciva dai più 
a rilevare il disegno, a percepire i valori, a comprendere il 
colorito. 
Ma l’artista, avvezzo a sfidare imperturbabile ogni 
frangente, ascoltava le voci nemiche con calma perfetta. 
Egli era finalmente giunto a concretare il suo sogno, ossia 
una nuova forma di spiritualità, un’astrazione dei sensi con 
mezzi diversi da quelli usati dall’arte antica, per modo che 
l’idea vincesse ogni schiavitù della materia e al suo cospetto 
il nostro spirito, senza quasi avvertirlo, si sentisse liberato 
dal peso della vita mortale. 
L’arte di Gaetano Previati é già tutta in cotesto quadro, 1 
nel quale la forza emotiva consiste nella profondità del 
sentimento, e il colore e le forme sono per la prima volta 
intuite nella loro essenza di vibrazioni, di moto. Il poema 
umano della Maternità si farà cristiano-religioso con la 
Madonna dei Cigli, per svolgersi, uno d’ispirazione e di
	        
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